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«Le mine antiuomo? Armi disumane e vigliacche»

le mine sono un’arma vigliacca, perché colpiscono maggiormente i bambini e le persone più deboli

I bambini sono le principali vittime delle mine e degli ordigni bellici inesplosi, incluse le bombe a grappolo, spesso colorate, luccicanti e quindi attraenti ai loro occhi perchè considerate come possibili giocattoli.

Le mine antiuomo non ancora identificate impediscono la costruzione di case, strade, scuole, strutture sanitarie ed altri servizi essenziali. Impediscono inoltre l’accesso ai terreni agricoli e l’irrigazione.

Nessun bambino deve «vivere nella paura delle mine». «Il ricorso alle armi in generale e alle mine in particolare rappresenta una sconfitta di tutti». Così Papa Francesco, in un messaggio inviato dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, alla Conferenza di revisione della Convenzione sul divieto d’impiego delle mine antiuomo, che si è svolta a Maputo, in Mozambico.  È una forte denuncia quella del Pontefice che sottolinea come le mine antiuomo siano «subdole perché prolungano la guerra e alimentano la paura anche dopo la fine dei conflitti. Aggiungono al fallimento umano provocato dalla guerra – continua Francesco – un sentimento di paura che prevale nello stile di vita e altera la costruzione della pace. Questo sentimento è distruttore non solo della persona che lo subisce ma anche di quella che l’impone».  Armi «disumane», «irresponsabili», «da vigliacchi». Se veramente vogliamo «la sicurezza, la stabilità e la pace», prosegue il documento, «allora riduciamo i nostri stoccaggi di armi» e «bandiamo le armi che non hanno ragion d’essere in una società umana» e piuttosto «investiamo nell’educazione, nella salute, nella salvaguardia del nostro pianeta».

Uccidono, feriscono, infestano per anni il terreno con semi di morte, costringono comunità intere a vivere nel terrore e paralizzano le già fragili economie dei Paesi più poveri. Sono le munizioni antipersona, armi di distruzione di massa ‘al rallentatore’, che non riconoscono tregue, cessate-il-fuoco o tratti di pace e mietono vittime soprattutto tra i civili anche anni dopo essere state sepolte o sparate, restando attive anche molto tempo dopo la fine dei conflitti.

 

 




 

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